Calcolo margine: come calcolare il margine di guadagno

Margine e ricarico descrivono lo stesso utile da due angolazioni, e confonderli è uno degli errori più costosi quando si fanno i prezzi. Ecco le formule, applicate a numeri veri.

  • Per calcolare il margine di guadagno: utile lordo = ricavi − costo del venduto, poi margine lordo = utile lordo ÷ ricavi. Un prodotto che costa 12 € e si vende a 20 € IVA esclusa lascia 8 € di utile lordo: un margine del 40%.
  • Ricarico = utile lordo ÷ costo. Lo stesso prodotto ha un ricarico del 66,7%. Il margine è una quota del prezzo, il ricarico una quota del costo. Il ricarico è sempre il numero più alto.
  • Per fissare il prezzo partendo da un margine obiettivo: prezzo = costo ÷ (1 − margine obiettivo). Se aggiungi al costo la percentuale di margine, ottieni un margine più basso di quello che pensi.
  • Il margine netto è quello che resta dopo tutte le spese (commissioni, affitto, stipendi, interessi e imposte), diviso per i ricavi.
  • Lavora sempre con prezzi IVA esclusa. Quei soldi sono dello Stato, non tuoi.
Strumento gratuitoCalcolatore di margine e ricarico

Margine e ricarico: le definizioni

AccountingTools lo spiega in modo semplice: il margine è l’utile espresso in percentuale del prezzo di vendita, il ricarico è l’utile espresso in percentuale del costo del prodotto. Tutti e due partono dallo stesso numero, l’utile lordo.

TermineFormulaCosa ti dice
Utile lordoRicavi − costo del vendutoQuanto ti lascia ogni vendita, in euro
Margine lordoUtile lordo ÷ ricaviLa quota del prezzo che tieni prima delle spese generali
RicaricoUtile lordo ÷ costoQuanto hai aggiunto sopra il costo
Margine operativoUtile operativo ÷ ricaviQuello che resta dopo i costi di gestione
Margine nettoUtile netto ÷ ricaviQuello che resta dopo tutto, interessi e imposte compresi

Utile lordo

FormulaRicavi − costo del venduto

Cosa ti diceQuanto ti lascia ogni vendita, in euro

Margine lordo

FormulaUtile lordo ÷ ricavi

Cosa ti diceLa quota del prezzo che tieni prima delle spese generali

Ricarico

FormulaUtile lordo ÷ costo

Cosa ti diceQuanto hai aggiunto sopra il costo

Margine operativo

FormulaUtile operativo ÷ ricavi

Cosa ti diceQuello che resta dopo i costi di gestione

Margine netto

FormulaUtile netto ÷ ricavi

Cosa ti diceQuello che resta dopo tutto, interessi e imposte compresi

Il costo del venduto è quanto ti sono costati i prodotti che hai effettivamente venduto, compresi il trasporto in entrata e i dazi d’importazione. Non coincide con quello che hai comprato questo mese. Per un periodo, costo del venduto = rimanenze iniziali + acquisti − rimanenze finali: è la formula classica, con la stessa struttura della Parte III dello Schedule C dell’IRS, il fisco statunitense.

Calcolo del margine passo per passo: un prodotto

Giulia ha un piccolo negozio di articoli per la casa a Bologna. Compra un vaso in ceramica a 12 € (IVA esclusa) e lo vende a 24,40 €, IVA al 22% inclusa.

  1. Prezzo IVA esclusa = 24,40 € ÷ 1,22 = 20 €. Dividi per 1,22; non togliere il 22% (24,40 € − 22% = 19,03 €, che è sbagliato).
  2. Utile lordo = 20 € − 12 € = 8 € a vaso.
  3. Margine lordo = 8 € ÷ 20 € = 40%.
  4. Ricarico = 8 € ÷ 12 € = 66,7%.

Se per errore usasse il prezzo IVA inclusa, otterrebbe (24,40 € − 12 €) ÷ 24,40 € = 50,8%, sovrastimando il margine di quasi 11 punti. I 4,40 € di IVA vanno versati allo Stato. Nel Regno Unito, dove l’aliquota ordinaria è del 20%, si divide per 1,20: il principio non cambia.

Negli Stati Uniti la sales tax funziona allo stesso modo, per questo calcolo: si aggiunge alla cassa, si incassa per conto dello stato e si riversa, quindi non è un ricavo. Se sei in regime forfettario, invece, non addebiti l’IVA ai clienti: tutto il prezzo che incassi è ricavo, ma siccome non puoi detrarre l’IVA sui tuoi acquisti, nel costo va inclusa.

FOGLIO DI CALCOLO DEL MARGINE
Prodotto: [Vaso in ceramica]            Codice: [CV-01]
Aliquota IVA: [22% / 10% / 5% / 4% / 0%]

Costo d’acquisto (IVA esclusa)             [12,00]
+ Trasporto, dazi, imballaggio             [0,00]
= Costo d’acquisto effettivo               [12,00]

Prezzo di vendita (IVA inclusa)            [24,40]
Prezzo IVA esclusa = ivato ÷ (1+aliquota)  [20,00]

Utile lordo = prezzo senza IVA − costo     [8,00]
Margine lordo = utile ÷ prezzo senza IVA   [40,0%]
Ricarico = utile ÷ costo                   [66,7%]

Commissioni per pezzo (carta, piattaforma) [0,00]
Utile dopo le commissioni                  [8,00]
Margine dopo le commissioni                [40,0%]

In un foglio di calcolo, con il costo in B2, il prezzo IVA inclusa in B3 e l’aliquota in B4: prezzo IVA esclusa =B3/(1+B4), utile lordo =B3/(1+B4)-B2, margine =(B3/(1+B4)-B2)/(B3/(1+B4)), ricarico =(B3/(1+B4)-B2)/B2. Imposta il formato percentuale per aliquota, margine e ricarico.

Da ricarico a margine (e viceversa)

Bastano due formule:

  • Margine = ricarico ÷ (1 + ricarico)
  • Ricarico = margine ÷ (1 − margine)
RicaricoMargine lordoMoltiplicatore del prezzo (× costo)
25%20%1,25
33,3%25%1,333
50%33,3%1,50
66,7%40%1,667
100%50%2,00
150%60%2,50
200%66,7%3,00

25%

Margine lordo20%

Moltiplicatore del prezzo (× costo)1,25

33,3%

Margine lordo25%

Moltiplicatore del prezzo (× costo)1,333

50%

Margine lordo33,3%

Moltiplicatore del prezzo (× costo)1,50

66,7%

Margine lordo40%

Moltiplicatore del prezzo (× costo)1,667

100%

Margine lordo50%

Moltiplicatore del prezzo (× costo)2,00

150%

Margine lordo60%

Moltiplicatore del prezzo (× costo)2,50

200%

Margine lordo66,7%

Moltiplicatore del prezzo (× costo)3,00

Un ricarico del 100%, cioè il costo raddoppiato, nel commercio al dettaglio americano si chiama keystone pricing. Dà un margine del 50%, non del 100%. E nessun ricarico, per quanto alto, può dare un margine del 100%: vorrebbe dire che il prodotto non è costato niente.

Fissare il prezzo partendo dal margine che vuoi

Se sai quale margine vuoi tenere:

Prezzo = costo ÷ (1 − margine obiettivo)

Marco vende candele nel suo piccolo negozio di Torino. Vuole un margine del 45% su una nuova candela che gli costa 12 €: 12 € ÷ 0,55 = 21,82 € IVA esclusa. Sullo scaffale arrotonda a 26,90 € IVA inclusa, cioè 22,05 € IVA esclusa: 10,05 € di utile lordo e un margine del 45,6%.

L’errore classico è aggiungere il 45% al costo: 12 € × 1,45 = 17,40 €. Restano 5,40 € di utile, un margine del 31%. Rispetto a quello che pensava di guadagnare, Marco perderebbe 4,42 € su ogni candela.

La formula ti dà un prezzo minimo, non il prezzo finale. Confrontalo con la concorrenza e con quello che i tuoi clienti sono disposti a pagare. Se il prezzo di mercato è sotto il tuo minimo, ti serve un fornitore più economico, un prodotto diverso o un buon motivo per cui i clienti paghino di più.

Commissioni di vendita: il margine che non vedi

Le commissioni su carte e piattaforme escono dal tuo margine, non dalla tasca del cliente. Negli Stati Uniti la tariffa standard di Stripe per i pagamenti online con carte nazionali è del 2,9% + 30 centesimi per ogni addebito riuscito; in Italia le tariffe cambiano da un fornitore all’altro, quindi controlla quelle del tuo POS o della tua piattaforma. Per fare i conti, prendiamo una commissione ipotetica dello stesso tipo, 2,9% + 0,30 €, e una candela che a Marco è costata 12 € e che vende a 24,40 €, cioè 20 € IVA esclusa. La commissione si calcola su quanto paga il cliente, IVA compresa: 0,71 € + 0,30 € = 1,01 €. I suoi 8 € di utile lordo diventano 6,99 €, e il margine scende dal 40% al 35%. Sugli articoli economici pesa soprattutto la parte fissa: su una vendita da 5 €, i 30 centesimi da soli si prendono il 6% del prezzo.

Aggiungi allo stesso modo ogni costo legato alla vendita: commissione del marketplace, imballaggio, spedizione gratuita, resi. Poi guarda il margine dopo le commissioni, non quello prima.

Dal margine lordo al margine netto

Un buon margine lordo non vuol dire che l’attività guadagni. Ecco un mese tipo del negozio di Marco:

VoceImporto% dei ricavi
Ricavi (IVA esclusa)12.000 €100%
− Costo del venduto7.200 €60%
= Utile lordo4.800 €40%
− Commissioni sulle carte e imballaggi300 €2,5%
= Margine di contribuzione4.500 €37,5%
− Costi fissi: affitto 1.800 €, utenze e internet 300 €, assicurazione 100 €, commercialista 200 €, marketing 300 €, spese bancarie 100 €, altro 500 €3.300 €27,5%
= Utile operativo1.200 €10%

Ricavi (IVA esclusa)

Importo12.000 €

% dei ricavi100%

− Costo del venduto

Importo7.200 €

% dei ricavi60%

= Utile lordo

Importo4.800 €

% dei ricavi40%

− Commissioni sulle carte e imballaggi

Importo300 €

% dei ricavi2,5%

= Margine di contribuzione

Importo4.500 €

% dei ricavi37,5%

− Costi fissi: affitto 1.800 €, utenze e internet 300 €, assicurazione 100 €, commercialista 200 €, marketing 300 €, spese bancarie 100 €, altro 500 €

Importo3.300 €

% dei ricavi27,5%

= Utile operativo

Importo1.200 €

% dei ricavi10%

Da qui escono due numeri utili:

  • Fatturato di pareggio = costi fissi ÷ margine di contribuzione = 3.300 € ÷ 0,375 = 8.800 € al mese. Sotto questa cifra, il negozio perde soldi.
  • Il margine netto sottrae anche gli interessi e le imposte sul reddito. Se, per esempio, 240 € andassero in imposte, l’utile netto sarebbe di 960 €, un margine netto dell’8%.

Per una ditta individuale, quell’utile è anche il tuo stipendio. Quello che prendi dal magazzino per te non è una vendita ma un prelievo (in gergo fiscale, autoconsumo), con regole sue; la nostra guida su come separare i conti personali da quelli dell’attività spiega perché conta.

Qual è un buon margine di guadagno?

Non esiste un margine “buono” in assoluto: dipende dal settore e dal tuo modello. Un riferimento gratuito e aggiornato con regolarità è il dataset di Aswath Damodaran della NYU Stern, aggiornato a gennaio 2026, che copre 5.994 società quotate negli Stati Uniti.

Margine lordo e margine netto, società quotate negli Stati Uniti
26,3% contro 1,3%alimentari e grande distribuzione: margine lordo e nettoDamodaran, NYU Stern, gennaio 2026
56,9% contro 3,9%abbigliamento: margine lordo e nettoDamodaran, NYU Stern, gennaio 2026
37,8% contro 9,7%tutte le 5.994 società: margine lordo e nettoDamodaran, NYU Stern, gennaio 2026
Settore (gennaio 2026)SocietàMargine lordoMargine netto
Distribuzione (alimentari)1526,31%1,32%
Distribuzione (generalista)2333,18%5,61%
Distribuzione (specializzata)9435,30%5,19%
Ristorazione6432,24%9,37%
Abbigliamento3556,88%3,85%
Totale mercato5.99437,76%9,74%

Distribuzione (alimentari)

Società15

Margine lordo26,31%

Margine netto1,32%

Distribuzione (generalista)

Società23

Margine lordo33,18%

Margine netto5,61%

Distribuzione (specializzata)

Società94

Margine lordo35,30%

Margine netto5,19%

Ristorazione

Società64

Margine lordo32,24%

Margine netto9,37%

Abbigliamento

Società35

Margine lordo56,88%

Margine netto3,85%

Totale mercato

Società5.994

Margine lordo37,76%

Margine netto9,74%

Sono grandi società quotate, non piccoli negozi: usale come contesto, non come obiettivi. La lezione che vale anche per te è lo scarto tra le due colonne: un’attività di abbigliamento può tenere più di metà di ogni vendita a livello lordo e ritrovarsi comunque con un margine netto sottile, una volta pagati negozi, personale e marketing.

Gli errori che rovinano il calcolo

Prima di fissare un prezzo, controlla che
  • Prezzo e costo siano entrambi IVA esclusa
  • Il costo includa trasporto, dazi e imballaggio (costo d’acquisto effettivo)
  • Tu sappia se stai parlando di margine o di ricarico
  • Il prezzo venga da costo ÷ (1 − margine), non da costo × (1 + margine)
  • Le commissioni su carte, marketplace e spedizioni siano sottratte
  • Sconti, rotture e ammanchi siano considerati nel margine medio
  • Il prezzo finale abbia senso accanto a quello dei concorrenti
Una sola casella non spuntata può trasformare un prodotto che guadagna in uno che ti fa perdere soldi.

Anche gli sconti colpiscono il margine più di quanto sembri. Sulla candela da 20 € IVA esclusa con 8 € di utile lordo, uno sconto del 20% (4 €) dimezza l’utile: dovresti venderne il doppio per guadagnare lo stesso.

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Domande frequenti

Qual è la formula del margine di profitto?

Margine = utile ÷ ricavi × 100. Usa l’utile lordo (ricavi − costo del venduto) per il margine lordo, l’utile operativo per il margine operativo e l’utile netto, dopo tutte le spese, gli interessi e le imposte, per il margine netto. Usa sempre i ricavi IVA esclusa.

Un ricarico del 50% è un margine del 50%?

No. Un ricarico del 50% dà un margine del 33,3%. Un articolo che costa 10 € con un ricarico del 50% si vende a 15 €: 5 € di utile sono il 50% del costo, ma solo il 33,3% del prezzo.

Come calcolo il prezzo di vendita partendo dal margine?

Dividi il costo per (1 − il margine in forma decimale). Per un margine del 40% su un costo di 30 €: 30 € ÷ 0,60 = 50 €. Verifica: 20 € di utile ÷ 50 € = 40%. Se vendi a privati, aggiungi poi l’IVA: 50 € × 1,22 = 61 €.

Meglio usare il margine o il ricarico?

Per fissare i prezzi usa quello che preferisci, ma dichiaralo. Il margine è più adatto per confrontare i prodotti e leggere i conti, perché è una quota dei ricavi. Il ricarico è comodo in magazzino, perché lo applichi al costo che vedi sulla fattura del fornitore.

Qual è un buon margine netto per una piccola attività?

Non c’è una risposta unica. Cambia molto da un settore all’altro, e i riferimenti pubblici come quelli di Damodaran descrivono grandi società quotate. Confrontati con i tuoi mesi passati e con i dati delle associazioni di categoria del tuo settore, e assicurati che il margine netto ti paghi anche un compenso equo.

In sintesi

Lavora IVA esclusa, chiarisci se parli di margine (una quota del prezzo) o di ricarico (una quota del costo) e fissa i prezzi con costo ÷ (1 − margine obiettivo). Poi sottrai commissioni e costi fissi per vedere quanto guadagna davvero l’attività. Prima cosa da fare: compila questa settimana il foglio qui sopra per i tuoi cinque prodotti più venduti.

Fonti

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