Elementi obbligatori della fattura: cosa deve contenere

Una checklist che funziona ovunque, poi le regole esatte paese per paese: cosa chiede la legge, cosa chiede il fisco e cosa è semplicemente buona pratica.

  • Gli elementi obbligatori di una fattura, quasi ovunque, sono: un numero unico e progressivo, la data della fattura e quella dell’operazione, i tuoi dati e quelli del cliente, una descrizione di cosa hai fornito, quantità e prezzi, l’eventuale imposta, il totale e, meglio ancora, le condizioni di pagamento.
  • Italia: l’art. 21 del DPR 633/1972 elenca gli elementi obbligatori. Con la partita IVA la fattura è quasi sempre elettronica, trasmessa tramite SdI, e quella immediata va emessa entro 12 giorni dall’operazione.
  • UE: l’articolo 226 della direttiva IVA fissa fino a 15 elementi per le fatture IVA, validi in tutti gli Stati membri, che possono aggiungerne altri. La fattura semplificata è ammessa fino a 100 €, e l’Italia ha alzato il limite a 400 €.
  • Regno Unito e Stati Uniti: nel Regno Unito le fatture IVA hanno regole proprie (entro 30 giorni, IVA in sterline); negli Stati Uniti non esiste un elenco federale e la sales tax dipende da ogni stato.
Strumento gratuitoCalcolatore IVA

La checklist che funziona quasi ovunque

Se leggi una sola sezione, leggi questa. Questi dati soddisfano le regole di base in Italia, nel resto dell’UE e nel Regno Unito, e sono prassi comune negli Stati Uniti:

DatoItalia e UE (fattura IVA)Regno UnitoStati Uniti
Numero unico e progressivoObbligatorioObbligatorioConsigliato
Data della fatturaObbligatoriaObbligatoriaConsigliata
Data dell’operazione, se diversaObbligatoriaObbligatoriaBuona pratica
Tuo nome e indirizzoObbligatoriObbligatoriConsigliati
Nome e indirizzo del clienteObbligatoriObbligatoriConsigliati
Descrizione, quantità, prezzo unitarioObbligatoriObbligatoriConsigliati
Tua partita IVAObbligatoriaSe registrato all’IVANon prevista
Partita IVA del clienteIn Italia sempre (codice fiscale se è un privato)Per alcune vendite all’esteroNon prevista
Aliquota e importo dell’impostaObbligatori, o dicitura di esenzioneSe registrato all’IVASe applichi la sales tax
Totale e condizioni di pagamentoTotale obbligatorioTotale obbligatorioConsigliati

Numero unico e progressivo

Italia e UE (fattura IVA)Obbligatorio

Regno UnitoObbligatorio

Stati UnitiConsigliato

Data della fattura

Italia e UE (fattura IVA)Obbligatoria

Regno UnitoObbligatoria

Stati UnitiConsigliata

Data dell’operazione, se diversa

Italia e UE (fattura IVA)Obbligatoria

Regno UnitoObbligatoria

Stati UnitiBuona pratica

Tuo nome e indirizzo

Italia e UE (fattura IVA)Obbligatori

Regno UnitoObbligatori

Stati UnitiConsigliati

Nome e indirizzo del cliente

Italia e UE (fattura IVA)Obbligatori

Regno UnitoObbligatori

Stati UnitiConsigliati

Descrizione, quantità, prezzo unitario

Italia e UE (fattura IVA)Obbligatori

Regno UnitoObbligatori

Stati UnitiConsigliati

Tua partita IVA

Italia e UE (fattura IVA)Obbligatoria

Regno UnitoSe registrato all’IVA

Stati UnitiNon prevista

Partita IVA del cliente

Italia e UE (fattura IVA)In Italia sempre (codice fiscale se è un privato)

Regno UnitoPer alcune vendite all’estero

Stati UnitiNon prevista

Aliquota e importo dell’imposta

Italia e UE (fattura IVA)Obbligatori, o dicitura di esenzione

Regno UnitoSe registrato all’IVA

Stati UnitiSe applichi la sales tax

Totale e condizioni di pagamento

Italia e UE (fattura IVA)Totale obbligatorio

Regno UnitoTotale obbligatorio

Stati UnitiConsigliati

Per mettere insieme una prima fattura passo per passo, vedi la nostra guida su come si fa una fattura. Questa pagina è l’elenco di riferimento.

Italia: gli elementi obbligatori di ogni fattura

Secondo l’art. 21 del DPR 633/1972, ogni fattura deve contenere:

  • la data di emissione e, se è diversa, la data dell’operazione;
  • un numero progressivo che la identifichi in modo univoco;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, oppure nome e cognome, e residenza o domicilio di chi la emette;
  • la partita IVA di chi la emette;
  • gli stessi dati anagrafici del cliente;
  • la partita IVA del cliente o, per un cliente di un altro paese UE, il suo numero di identificazione IVA; se il cliente è un privato, il codice fiscale;
  • natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi;
  • i corrispettivi e gli altri dati necessari per calcolare la base imponibile;
  • aliquota, imponibile e importo dell’IVA, arrotondati al centesimo di euro.

Ditte individuali e professionisti indicano il proprio nome e cognome, l’eventuale nome dell’attività e la residenza o il domicilio fiscale.

Le società riportano anche i dati richiesti dal codice civile (art. 2250): la sede, l’ufficio del registro delle imprese e il numero di iscrizione e, per le società di capitali, il capitale versato e l’eventuale socio unico. Nel Regno Unito, per confronto, GOV.UK fissa un elenco di base simile per ogni fattura, e le limited company devono indicare la denominazione completa, come prevedono le regole del 2015 sulle informazioni commerciali.

Italia: fattura elettronica e regole pratiche

Con la partita IVA la fattura è quasi sempre elettronica: un file XML trasmesso tramite il Sistema di Interscambio. Oltre agli elementi dell’art. 21, nel tracciato compaiono altri dati:

  1. il tipo di documento (per esempio TD01 per la fattura, TD04 per la nota di credito);
  2. il codice destinatario del cliente o il suo indirizzo PEC (0000000 per i privati, che ritrovano la fattura nella loro area riservata);
  3. il regime fiscale di chi emette (per esempio RF01 ordinario, RF19 forfettario);
  4. la data dell’operazione, se è diversa dalla data della fattura;
  5. la natura dell’operazione quando non c’è IVA (i codici da N1 a N7, per esempio per le operazioni esenti, non imponibili o in inversione contabile);
  6. l’eventuale ritenuta d’acconto;
  7. l’eventuale contributo della cassa previdenziale o la rivalsa INPS;
  8. l’imposta di bollo, quando è dovuta;
  9. l’esigibilità dell’IVA (immediata, differita o scissione dei pagamenti);
  10. le condizioni e le modalità di pagamento, facoltative ma utili;
  11. i riferimenti a ordine o contratto e, per la pubblica amministrazione, CIG e CUP.

Tre regole che fanno inciampare:

  • Tempi. La fattura immediata va emessa entro 12 giorni dall’operazione; per le cessioni accompagnate da documento di trasporto puoi emettere una fattura differita entro il 15 del mese successivo.
  • Valuta. Puoi fatturare in dollari o in sterline, ma imponibile e IVA vanno indicati anche in euro.
  • Fattura semplificata. Fino a 400 € IVA inclusa puoi emettere una fattura semplificata (art. 21-bis del DPR 633/1972), con meno dati: il cliente, per esempio, può essere identificato con la sola partita IVA o il codice fiscale.

Di regola si fatturano anche le operazioni esenti o non imponibili: al posto dell’IVA indichi la norma applicata. Conserva le fatture per dieci anni. Nel Regno Unito, per confronto, chi è registrato all’IVA emette una VAT invoice entro 30 giorni, con l’IVA totale in sterline; sotto le 250 sterline basta una fattura semplificata, e i registri si conservano per almeno sei anni.

Una fattura italiana completa, voce per voce
Pixel Lab S.r.l.Via dell’Artigianato 4, 20900 Monza (MB) · P.IVA 00000000000 · REA MB-000000 · Capitale sociale 10.000 € i.v.
FatturaN. 114/2026Lavoro concluso il 19/09/2026 · emessa il 25/09/2026 · scadenza 25/10/2026
Intestato aEnoteca Riva S.r.l.Corso Magenta 40, 20123 Milano · P.IVA 00000000000 · PEC enotecariva@pec.example
DescrizioneQ.tàPrezzo unitarioTotale
Sviluppo del sito web3 giorni320,00 €960,00 €
Servizio fotografico dei prodotti1640,00 €640,00 €
Hosting e dominio per un anno185,00 €85,00 €
Imponibile1.685,00 €
IVA 22%370,70 €
Totale documento2.055,70 €

Tutte le voci con IVA al 22%, esigibilità immediata. Pagamento con bonifico entro 30 giorni dalla data della fattura, indicando il numero della fattura nella causale.

  1. Un numero unico e progressivo.
  2. La data della fattura, emessa a lavoro concluso: per un servizio fatturato prima del pagamento, vale anche come data dell’operazione.
  3. Ragione sociale, sede e partita IVA e, per una società, i dati del registro delle imprese e il capitale sociale.
  4. Denominazione, sede e partita IVA del cliente, con il codice destinatario o la PEC.
  5. Descrizione, quantità e prezzo unitario per ogni riga.
  6. Aliquota, imponibile e IVA in euro.
  7. Esigibilità dell’IVA e condizioni di pagamento.

Controlla i conti: 960 € + 640 € + 85 € = 1.685 €; l’IVA al 22% è 370,70 €; il totale è 2.055,70 €.

Unione europea: cosa chiede l’articolo 226

In tutta l’UE le fatture IVA seguono l’articolo 226 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio. Ogni Stato membro la recepisce nella propria legge e può chiedere qualche dato in più, ma l’elenco di base è lo stesso ovunque:

  • il documento: la data di emissione; un numero progressivo, in una o più serie, che identifichi la fattura in modo univoco; la data della cessione o del pagamento in acconto, se diversa;
  • le parti: il numero di partita IVA del fornitore; quello del cliente quando è il cliente a dover pagare l’IVA o quando riceve una cessione di beni intracomunitaria; nome completo e indirizzo di entrambi;
  • la fornitura: quantità e natura dei beni, oppure entità e natura dei servizi;
  • i soldi: l’imponibile per ogni aliquota o esenzione, il prezzo unitario al netto dell’IVA, gli eventuali sconti, l’aliquota IVA e l’importo dell’IVA dovuta;
  • diciture speciali, quando servono: “contabilità di cassa”, “autofatturazione”, “inversione contabile”, il riferimento all’esenzione applicata, il regime del margine per le agenzie di viaggio o per beni usati, oggetti d’arte e d’antiquariato, e i dati dell’eventuale rappresentante fiscale.

L’articolo 220a permette di emettere una fattura semplificata quando l’importo non supera 100 €, con meno dati: data di emissione, fornitore, tipo di beni o servizi, e l’importo dell’IVA o i dati per calcolarla. Alcune operazioni transfrontaliere sono escluse. L’Italia, come la direttiva consente, ha alzato il limite a 400 €.

Le aggiunte nazionali sono la parte davvero locale. L’Italia, per esempio, chiede il codice fiscale del cliente privato, la fattura elettronica via SdI e l’imposta di bollo sulle fatture senza IVA oltre 77,47 €; la Francia aggiunge le penali di mora, un’indennità forfettaria di 40 € tra imprese e, con la riforma della fatturazione elettronica, il numero SIREN del cliente. Se fatturi a un’impresa francese, la nostra guida agli obblighi di fatturazione elettronica spiega cosa cambia lì e in altri paesi UE.

Soglie da conoscere
400 €il limite della fattura semplificata in Italia, IVA inclusaart. 21-bis DPR 633/1972
100 €il limite UE della fattura semplificataDirettiva IVA, art. 220a
12 giorniper emettere in Italia la fattura immediata dopo l’operazioneart. 21 DPR 633/1972

Stati Uniti: nessun elenco federale, ma le regole fiscali valgono

Se hai clienti americani, sappi che nessuna legge federale stabilisce cosa deve contenere una fattura. Gli obblighi vengono dai contratti, dall’amministrazione del cliente e dalle leggi fiscali di ogni stato. Una fattura professionale negli Stati Uniti di solito riporta:

  • il nome dell’attività, l’indirizzo e i recapiti, tuoi e del cliente;
  • un numero e una data;
  • la descrizione del lavoro o dei beni, con quantità e tariffe;
  • la sales tax, su una riga a parte, dove sei tenuto a riscuoterla. Regole, aliquote e cosa è tassabile le decide ogni stato (e a volte città e contee), quindi controlla con l’ufficio delle entrate del tuo stato;
  • il totale dovuto, la scadenza e come pagare (“Net 30” significa pagamento entro 30 giorni dalla data della fattura).

Due aspetti fiscali per freelance e collaboratori:

  • Niente numero di previdenza sociale in fattura. I clienti che hanno bisogno del codice fiscale di un fornitore americano chiedono il modulo W-9, e un Employer Identification Number (EIN), gratuito presso l’IRS, evita di condividere il numero di previdenza sociale. A un fornitore estero come te, di solito, chiedono invece il W-8BEN.
  • Il 1099-NEC sopra i 2.000 $. Per i pagamenti fatti dopo il 31 dicembre 2025, un cliente americano presenta il modulo 1099-NEC quando paga a un fornitore statunitense 2.000 $ o più in un anno (prima la soglia era 600 $). Le fatture sono il documento con cui il fornitore fa i controlli.

L’IRS elenca le fatture tra i documenti che provano gli incassi, quindi conserva ogni fattura che emetti.

Prima di inviare: una checklist

La mia fattura è completa?
  • Numero unico che segue il precedente
  • Data della fattura e, se diversa, data dell’operazione
  • I miei dati con la partita IVA (e i dati della società, se servono)
  • Dati del cliente con partita IVA o codice fiscale (e codice destinatario o PEC)
  • Descrizione chiara, quantità e prezzo unitario per ogni riga
  • Aliquota e importo dell’IVA, oppure il motivo per cui l’IVA non c’è
  • Totale, scadenza e modalità di pagamento
Sette controlli richiedono meno tempo di una nota di credito e di una fattura corretta.

Se trovi un errore dopo l’invio, non modificare la fattura: emetti una nota di credito che la annulla e una nuova fattura corretta.

Imposta i dati una volta sola

Quasi tutti questi dati non cambiano da una fattura all’altra: nome, indirizzo, partita IVA e condizioni di pagamento. Salvali una volta sola nel tuo strumento di fatturazione, così compaiono su ogni documento.

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Domande frequenti

La fattura deve essere firmata?

No. La firma non è tra gli elementi dell’articolo 226 della direttiva IVA, né tra quelli dell’art. 21 del DPR 633/1972, né nell’elenco dell’HMRC per le fatture IVA. Conta che ci siano i dati obbligatori e che la fattura sia autentica e leggibile. Le fatture elettroniche tra imprese e verso i privati non richiedono la firma digitale, mentre quelle verso la pubblica amministrazione di norma sì. Un cliente o un contratto possono comunque chiederti una copia firmata.

Posso usare più serie di numerazione?

Sì. La direttiva IVA ammette una o più serie, purché ogni numero identifichi una sola fattura, e in Italia sono comuni i registri sezionali (per esempio 1/A e 1/B). Molte attività ripartono da capo ogni anno (1/2026, 2/2026…). L’importante è non riusare né saltare numeri all’interno di una serie.

E se sono in regime forfettario?

Emetti una fattura con gli elementi di base e senza IVA, con la dicitura che richiama il regime (art. 1, commi 54-89, legge 190/2014) e la marca da bollo da 2 € sopra i 77,47 €. Non puoi addebitare l’IVA. Il regime vale fino a 85.000 € di ricavi o compensi annui. Nel Regno Unito, per confronto, chi non è registrato all’IVA emette una fattura normale senza IVA, e la registrazione diventa obbligatoria sopra le 90.000 sterline di fatturato imponibile.

Devo indicare le condizioni di pagamento in fattura?

La legge chiede il totale, non le condizioni, ma senza una scadenza niente è mai in ritardo. Tra imprese, in Italia, se non avete concordato nulla il pagamento è dovuto entro 30 giorni dal ricevimento della fattura (D.Lgs. 231/2002); nel Regno Unito vale una regola simile, con i 30 giorni che partono dal ricevimento della fattura o della merce, se arriva dopo.

Negli Stati Uniti la sales tax va indicata a parte?

Dove la riscuoti, indicarla su una riga separata è la prassi e spesso è richiesto dalle regole statali. Controlla le indicazioni del tuo stato, perché le regole cambiano.

In sintesi

Ogni fattura ha bisogno di un numero unico, delle date, dei dati delle due parti, di una descrizione chiara, dei prezzi, dell’IVA e del totale. In Italia l’art. 21 del DPR 633/1972 fissa gli elementi obbligatori e la fattura viaggia quasi sempre come file elettronico tramite SdI; l’UE applica l’articolo 226 in tutti gli Stati membri, il Regno Unito ha le sue regole per le fatture IVA e negli Stati Uniti decidono gli stati e la buona pratica. Prima cosa da fare: passa la tua ultima fattura nella checklist qui sopra e sistema il modello prima di mandare la prossima.

Fonti

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